1.12.2019 Fc Copenhagen-Brondby: la freschezza compatta del 'New Firm'

Ci sono tutti gli ingredienti per prendere sotto gamba una rivalità di questo tipo: Copenhagen-Brondby alla fine è un derby 'giovane',giovanissimo. In più il freddo perenne a queste latitudini non invoglia neanche il più insano loco por el futbol. E poi l'orario: ma si può fare calcio alle 11.45? La risposta, purtroppo, è sì. Motivazione: ordine pubblico. Così ha deciso la lega danese, visto i timori di incidenti e quindi la conseguente scelta di giocare con la luce naturale del sole (?), che da queste parti è presente per 5/6 ore.


La realtà è ben diversa. I tifosi delle due parti si ritrovano, nei rispettivi quartier generali, addirittura intorno alle 8 per proseguire in marcia, tutti insieme, verso lo stadio. Già a due ore dall'inizio del match le curve sono piene. Alla fine ci saranno oltre 30000 tifosi al Telia Park a presenziare il Derby di Copenhagen.


A livello prettamente calcistico siamo nel territorio della grandissima corsa, poca fantasia e tatticismo ridotto al minimo: vagamente un calcio inglese di un ventennio fa. Sugli spalti il discorso è diverso. Vedendo i trascorsi degli ultimi anni tra Fc Copenhagen e Brondby IF (di cui abbiamo una breve guida) ci eravamo preparati ad un Evento di grande partecipazione e dove lo Spettacolo, ormai, non era secondo a nessuno nel mondo futbolistico.


E così è stato. Colori, suoni, spettacoli pirotecnici e vere e proprie performance coreografiche (vedi lavori passati e presenti dell'FcK). Tutto organizzato alla perfezione. Non c'è niente da fare: il freddo Nord non lascia nulla al caso. Un orologio dai meccanismi oliati: dalla divisione degli spazi all'interno dei vari settori dello stadio, alle tempistiche delle molteplici coreografie, fino al festeggiamento finale della squadra sotto la curva. Tutto ha un tempo: come se veramente fosse una rappresentazione teatrale.



Quello che più colpisce, però, è la compattezza dei supporters. Di marcato stampo teutonico, a cui aggiungono una freschezza, data (con tutta probabilità) dai pochi anni di vita, che questa rivalità (in particolare l'Fc Copenhagen, anno di nascita 1992: anno d'oro in Danimarca per l'incredibile vittoria dell'Europeo) può vantare.


Oggi il Sektion 12 (l'anima del tifo biancoBlu) si presenta con un'altra coreografia irridente. Un mega striscione sulla balconata che divide primo e secondo anello recita la frase di rito del prestigiatore (la cui sagoma è disegnata nell'immenso drappo)'Hocus Pocus'. Poi dopo qualche minuto a questa scritta viene srotolato il seguito: 'Kobenhavn I Fokus', ossia'Di Copenhagen sempre i primi'. Il tutto, come scontato, incorniciato da centinaia di bandiere con i colori sociali del club.

Gli ospiti rispondono con una corografia coloratissima (neanche a dirlo con il giallo come dominante): al centro la figura di spalle con il numero 20 sulla casacca, ossia il capitano Wilczek (autore del gol che ha illuso il Brondby), e sotto la scritta 'The Show Must Go On'.



Sul campo hanno vinto i più titolati uomini di Solbakken (ora secondi ben saldi, il Brondby rimane terzo staccato) con un 2-1 più di spada che di fioretto. I gialloblù hanno sfiorato il colpaccio nella ripresa almeno un paio di volte, ma tornano a casa (Brondby è un sobborgo della capitale danese a circa 13 km dal centro) con 0 punti.


Ero andato per vedere lo Slaget om København per un motivo, più di altri: volevo appurare dal vivo come e quanto i tifosi delle rispettive fazioni cantassero e saltassero all'unisono, tutti insieme, in una coralità monolitica. Ho appurato: lo fanno perfettamente.


Matteo De Rose

@MatteoDeRose


Creado por IDentity Argentina

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