14.12.19 Derby della Lanterna: nel sali scendi genovese primeggia il Brasil doriano

- "Volevamo vedere da vicino il faro, simbolo di Genova, che dà l’arcinota definizione al derby cittadino

-”Certo, come no. Ma, mi raccomando, chiamatela Lanterna”.

Veniamo rimbrottati bonariamente così dal tassista di turno, in fibrillazione (lui doriano) per la stracittadina che da lì a poco si sarebbe giocata. 'Genova per noi' è sempre tutta una serie di viuzze, vicoli, stradine dall'impossibile conformazione urbanistica. Sali,scendi come stato d'animo applicato al vivere quotidiano. Il porto e l'acquario. La tangenziale sopraelevata e la piazza delle Erbe. Il sacro e il profano. Il mito-Faber e 'Bocca di rosa'. Tutto qui trasuda fascino. Ma oggi l'attenzione è rivolta altrove. Oggi è Il Giorno. Tra esercizi pubblici, locande, osterie, personale delle stazioni, semplici passanti, si percepisce un’attesa spasmodica con un sottofondo malcelato di paura, vista la pericolante classifica per entrambe le squadre.

Il Grifo gioca in casa e la sua gradinata si ritrova sotto la scalinata Montaldo già più di 3 ore prima dell’inizio del match. Fanno gruppo, lanciano cori e fumogeni, stemperano l’ansia. Il gruppo doriano, invece, si ritrova con un gruppo già più compatto dentro il Ferraris ad un paio d’ore dall’inizio.





Iniziano le danze. Mancano pochi minuti e dall'alto della gradinata Nord viene srotolato lo striscione contro la presidenza: "Se non ci fossi tu sarebbe sempre così. Preziosi Vattene!". All'arrivo delle squadre in campo è apoteosi. La tribuna genoana fa le cose in grande con una coreografia raffinatissima preparati dal gruppo 'Figgi di Zena': la riproduzione di uno dei simboli della città, l’antica Porta Soprana, accompagnata dal disegno di centinaia di soldati medievali colorati di rossoblù e con la scritta “onora la maglia, vinci la battaglia”. Il tutto mentre la gradinata genoana tira fuori l'artiglieria pesante: 10 minuti di pirotecnia di alto spessore col risultato di nuvoloni densi da effetto 'nebbia in val Padana'.

La risposta della Sud è un mare blucerchiato in movimento: pezze e bandiere blu, bianche, rosse e nere coprono tutte le teste dei presenti nel settore doriano.

E' il derby della Lanterna, belin. Mammamia che spettacolo!



Sul campo lo spettacolo è distante anni luce da quello sugli spalti. Nonostante il timore di perdere e il risultato in bilico le due fazioni sono prodighe di sostegno per le rispettive compagini. Tifo rumoroso e incessante. Poi succede che sulla panchina della Doria c'è 'Mister Derby',a 15' dalla fine in panchina tira fuori i due attaccanti titolari (Quagliarella e Ramirez) e mette dentro gli altri due in panca (Gabbiadini e Caprari) e proprio il 23 segna a 4' dal termine il gol-goduria (per loro, morte sportiva per i genoani). Mister Claudio Ranieri, risolvo derby: 10 stracittadine in Italia, 9 vittorie e 1 pareggio. Boom!



E' delirio Samp. La gradinata impazzisce. I decibel si alzano vorticosamente. A fine partita Quagliarella e compagni vengono chiamati sotto la curva almeno 7 volte con la corsa e il salto di rito. Il resto è sfottò per i genoani (gli immancabili "tornerete in B" e "non vincete mai").

Si era partiti dal (solito) 'Creuza de ma' di De Andrè cantato dal popolo rossoblù e alla fine, dopo un'ora dalla conlcusione della partita, è il perpetuo coro sulla base di 'Aquarela do Brasil' di Ary Barroso a fare il vuoto. Sali, scendi. Sacro e profano.



Matteo De Rose

Creado por IDentity Argentina

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