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26.8.19 La partita nella partita: Huracan-Argentinos Jr 0-0

Veniamo da 5 partite nel week end in giro per Buenos Aires e provincia. Ma non si molla nulla. Abbiamo una missione e vogliamo portarla a termine: vedere solo calcio, solo una pelota che rotola sulla cancha todo el dia.

E così anche il Monday Night è nostro. Con Dario non ci perderemmo per nulla al mondo il narcolettico Huracan-Argentinos jr.

Per arrivare allo stadio prendiamo il solito taxi super economico e ci addentriamo per il barrio Parque Patricios. La zona, che si trova non lontano da La Boca, è tutto sommato tranquilla. I tempi sono piuttosto ristretti e quando arriviamo al primo (e unico) prefiltraggio ci fanno sapere che biglietti in vendita non ci sono più: biglietteria cerrada.

Cadiamo nello sconforto più totale. Abbiamo un'unica carta da giocarci: l'amico Mariano. È una di quelle storie che solo in un contesto del genere posso apparire verosimili. Mariano, durante la prima giornata di campionato a la Bombonera, mi si avvicina e mi fa: 'Ma sei italiano?' E io con stupore sentendolo parlare la mia lingua rispondo: 'Si.. e tu come mai sai l'italiano?'. 'Sono stato in Italia parecchi anni, ho giocato in serie A di calcio a 5. Ho girato: dalla Sicilia alle Marche. Sono qui, alla Bombonera, grazie a mio padre (Coco Comes) che ha una trasmissione radiofonica (Radio AM 1550), che parla dell'Huracan, ed é in uno dei box qua dentro. Chiamami se poi vuoi andare a vedere i Quemeros (soprannome dell'ex squadra del Flaco Pastore, che indica coloro che andavano a smaltire i rifiuti, visto che la cancha si trovava proprio nelle vicinanze di una stazione di smaltimento)'.




Detto fatto, invoco l'aiuto del prode Mariano. Nel mentre, con Dario, guadagniamo l'ingresso di una parrilla (bisteccherie classiche del posto) e relativo menù. Siamo lì lì per ordinare (e quindi rinunciare all'ipotesi ingresso stadio), quando lo smartphone lampeggia. È il messaggio di Mariano: 'Venite al prefiltraggio. Ci penso io'.

Arriviamo di corsa e senza colpo ferire entriamo senza alcun tagliando da esibire. Perdippiu' io sono anche sprovvisto di documento personale. Ma per Mariano 'no hay problema'. 'Son periodistas'. Punto. Si entra.

Arriviamo quando il match è iniziato da pochissimi minuti. Ma saremmo potuti entrare anche all'80': la musica sarebbe rimasta sempre la stessa. Le squadre ci provano, ma i limiti tecnici sono evidenti. C'è il ritorno in campo del 'Tanque' Santiago Silva (si, proprio lui, bloccato dalla giustizia sportiva per essere stato trovato positivo in un match della scorsa stagione, ma 'riabilitato' fino al giudizio finale), è presente l'ex centravanti del Dortmund Lucas Barrios, e si fa notare il simpatico esterno offensivo Rodrigo "Droopy" Gómez.



Ma nelle nostre menti rimarrà fulgida una sola cosa, nella curva opposta alla Banda de la Quelma, che mena le danze dall'inizio alla fine nell'Estadio Tomas Adolfo Ducò (capace di quasi 50000 posti..scusate se è poco per una 'squadretta' di media classifica). In quel settore 'popular' si torna bambini. Anzi, sono proprio i bambini ad essere protagonisti di una partita nella partita sotto alla curva, dove un mattonellato stile casa al mare anni '60 fa da campo: le limitazioni dello stesso e le regole di gioco sono abbastanza vaghe. Quello che è chiaro che noi per la maggior parte del primo tempo guardiamo loro e non Huracan-Argentinos e alla fine facciamo anche la mossa di entrare 'in campo'. Ce ne andiamo via con la coda tra le gambe, ignorati da quei nanetti frizzantissimi. Anche 'esto es futbol'.






Matteo De Rose

@matteoderose

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