Creado por IDentity Argentina

29.9.19 Kitar Arasi Derby, cose dell'altro continente: Galatasaray-Fenerbahce 0-0

E poi arriva una sera che, sdraiato sul divano, dici: 'Ma perché sabato non mi vado a vedere il derby intercontinentale a Istanbul tra Galatasaray e Fenerbahce?'

Per un attimo pensi: 'ok, l'ho detta grossa, andiamo avanti'. Ma quel pensiero ti ritorna, ci ripensi: hai già capito che l'idea non ti mollerà facilmente e te non mollerai lei. Click: invii la richiesta di accredito alla Federazione Calcio Turca. Click: ti viene confermato che sei dentro. Click: un secondo dopo ti avvisano di un terremoto proprio ad Istanbul, a 2 giorni dal match (5.8 richter, tipo l'Aquila.. 'tuttapposto'). Ci pensi, ci ripensi, ricontrolli voli plausibili. Tergiversi e aspetti l'alba di sabato steso. Rapida scorsa alle agenzie e ai siti di riferimento: no, nessuna nuova scossa. Si parte! Sarò ad Istanbul per la bellezza di 19 ore totali!


Al tifosissimo del Fenerbahce, di professione tassista, chiedo di lasciarmi davanti alla Moschea Blu. Ho addirittura un'oretta scarsa per fare il turista: Moschea Blu, Santa Sofia, parco con Topkapi, Cisterna, passeggiata lungo il Bosforo, ponte che divide Asia da Europa e salita (che manco la cima Coppi) per giungere a piazza Taksim. Più o meno la velocità con cui ho visitato (?!) questi luoghi di venerazione per molti, è la stessa con cui ne sto scrivendo ora. Sarà che forse l'esserci passato, mi fa sentire meno 'tifosone' becero che va allo stadio solo per la partita. Rimango, ovviamente, un tifosone becero che pensa solo allo stadio e alla partita ma che per darsi un tono si va a fare due passi tra queste meraviglie.



Fatto sta ci siamo. Piazza Taksim. Cerco un altro taxi che mi conduca alla Türk Telekom Arena. Fortuna vuole che nessuno accetti carte di credito. Fortuna perché scendo in metropolitana insieme ad un gruppo imprecisato di tifosi del Galatasaray: saranno forse un migliaio. Appena scendiamo le scale mobili (lì funzionano tutte!), inizia il delirio. Cantano, sollevano le mani, battono contro qualsiasi cosa a tiro per dare ritmo ai cori che non finiscono mai. Sarà l'idioma che per noi risulta già di per se' austero, sarà il rimbombo delle vie sotterranee della metro, l'effetto è un rumore assordante che ti fa venire i capelli dritti (chi ce l'ha ovviamente..).




Cori (più che altro insulti) soprattutto contro il 38enne capitano del Fenerbahce, con un passato nel Galatasaray, e per questo odiatissimo. A qualsiasi latitudine i tradimenti non si perdonano.

Sikim kadar boyu Türlü türlü huyu Orospu çocuğu Emre Belözoğlu

Emre Belözoğlu

(Ci perdonerà il grande Emre..)




Cambiamo a 4. Levent e poi dritti per un paio di fermate allo stadio. I cori e i rumori si fanno sempre più concitati: sbucando di fronte all'imponente impianto una luce rossastra accesa fa da benvenuto a quello che sembra essere l'inferno calcistico a tutti gli effetti.

Dopo vari giri su me stesso in cerca di indicazioni, imbocco finalmente l'area designata per ritirare l'accredito. Sono fuori dallo stadio ma sembra di stare dentro: il frastuono che giunge dagli spalti a un'ora dall'inizio del match è micidiale.





E', come risaputo, una delle rivalità calcistiche più raccontate e con un'aneddotica considerevole. Dalla bandiera issata a metà campo dall'allora allenatore giallorosso Souness, alla risposta del capo tifoso 'Rambo' Okan munito di bandiera ma anche di coltello. In questa occasione non si giunge a nessun eccesso, sia in campo che sugli spalti, gli animi caldi sono comunque sotto controllo. I padroni di casa annichiliscono con i decibel l'avversario: in particolar modo quando fischiano all'unisono è da tappi per le orecchie, è come essere ad un metro da una cassa in un concerto metal. I tifosi del 'Fener' ad inizio gara fanno calare un bandierone in memoria di un giovane tifoso scomparso nel derby della stagione precedente per un attacco di cuore.




E' uno 0-0 lottato. Le squadre non lasciano a bocca aperta per giocate e giocatori, ma la partita rimane godibile. Gli ospiti sono sicuramente più squadra, l'immarcescibile Emre folleggia ancora a centrocampo e la punta Muriqi dà filo da torcere all'intera difesa di casa. Gala con buone individualità che però vanno a intermittenza (Babel, Feghouli, Emre Mor).






La delusione più grande è che il primo cartellino viene sventolato dall'arbitro solo al 75'. Ed è uno scialbo giallo. E anche a fine partita tutto sotto controllo: incontriamo solo sguardi truci e poco raccomandabili, ma nessun problema di ordine pubblico. La notte porta via il frastuono del Kitar Arasi Derby, ma il sibilo ti rimane fisso in testa. Come il coro che è fracasso allo stato puro:

lalalalalalalala Cimbombom!


Matteo De Rose

@matteoderose

  • Icono social Instagram
  • Facebook icono social
  • Icono social Twitter
  • Icono social de YouTube