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31.8.19 El Semillero, dove tutto è possibile: Argentinos Jr - Gimnasia La Plata 3-1

'Este el jardin de mi alma que perfuma mi placer.. disfrazia Bicho mis dolores y que la muerte me encunentre'. È il messaggio recapitato su uno dei muri della celeberrima Paternal, stadio che ha il sapore del mito immarcescibile. La Paternal è anche il nome del barrio, dove sorge l'Estadio Diego Armando Maradona, anche qui costituito per lo più di case basse delimitato dall'enorme Cementerio de la Chacarita. Un quartiere radioso impreziosito da una giornata lucente e calda nonostante il pieno inverno porteño.




Intorno allo stadio si respira un'aria semplice, come se fossimo in provincia (ma siamo nel pieno di BA Gran Federal). Gente umile che però può vantarsi di aver visto crescere su questa cancha il top del futbol argentino. Maradona, per l'appunto, e Juan Roman Riquelme. Oltre che decine di ottimi giocatori: da Redondo a Borghi, da Batista a Sorin, da Cambiasso a Sorin. El Bicho (questo il soprannome ufficiale, cioè gli insetti o meglio per intero Bicho Colorado - gli insetti rossi - ) sono anche conosciuti come El Semillero, il Semenzaio, cioè coloro che hanno lanciato grandissimi giocatori. "Pequeno equipo de enormes jugadores".

E anche in questa stagione non mancano i giovani promettenti in casa Argentinos, partendo da uno dei tre fratelli MacAllister (il più in vista è il trequartista del Boca Alexis). Di fronte un Gimnasia La Plata fanalino di coda, bisognoso di punti come non mai, ma con una rosa lacunosa in ogni reparto.



Non c'è ovviamente il pubblico delle grandi occasioni. Una curva (anzi l'unica curva esistente) è chiusa: la 'Banda de la Paternal' ha il suo quartier generale in tribuna, per l'esatteza 'en Tribuna Garcia Miramon' (tributo al presidente del club negli anni 40). Si fanno sentire eccome: gruppo non nutritissimo ma compatto e chiassoso, come è consuetudine da queste parti.



Le squadre scendono in campo. O meglio escono dal tunnel gonfiabile. Qui in Argentina i tunnel gonfiabili sono vere e proprie monumenti al folklore (che ogni tanto sfociano nel kitsch). A La Paternal si sono superati: i giocatori escono direttamente dalla bocca del Diego: un tunnel che si gonfia, arriva fin dentro al campo e termina col capoccione riccioluto iconico dell'unico D10S possibile qui.



La partita è nettamente presa in mano dai rossi. Il Tanque Silva fa fatica a trovare la via del gol anche in patria... Fa un certo effetto vedere che in panca i padroni di casa possono comunque sfoggiare gente del calibro del laterale Angeleri (passato in Europa) e il centravanti bodybuilder Bobadilla (un paio di stagioni fa reduce da una super edizione di Europa League con lo Young Boys): un lusso per queste squadre qui. Il Bincho, pur essendo squadra di seconda fascia, ha un gioco collaudato e la vittoria, seppure di misura per 1-0, è sacrosanta. Da segnalare solo questa entratina simpatica di Caraballo sul portiere locale Chaves.



Nella pancia dello stadio c'è anche il fatidico museo dell'AJ. Neanche a dirlo fiore all'occhiello del club. I reperti dell'epoca odorano di magico: se il Boca esprime la passione più totalizzante, il River quella mastodontica, l'Argentinos trasmette la 'Pasion Paternal' (come recita un altro murale intorno allo stadio). La passione della gente semplice, del contadino che cura con tutto sé stesso la propria pianta, come fosse un rubino prezioso: e alla fine rubino prezioso sarà.


Matteo De Rose

@matteoderose

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