18.8.19 Aldosivi, Aldovisi.. Ultrà Roma para siempre!

Al di là del nome dell'avversario, è il Templo che apre le porte a Daniele De Rossi: è quello il protagonista. Sempre e comunque.


Forse l’amico Robertito, che verga compulsivo queste elettrificate pagine, avrà compassione di me. Lui che non è mercante e dal Templo nunca verrá scacciato. Lui che dá del Tu a questa Storia avendola tante volte visitata e altrettante raccontata. 


La prima volta alla Bombonera, in questo Tempio pagano con cento altari non si scorda mai regá. Scalette e platee. Mai. Anche se con il fratello Marco Sindaco abbiamo chiamato per settimane l’avversario col nome sbagliato. “Con chi giocano? L’Aldovisi (!) ma de dov’è?” De nessuna parte, pensa. Non esiste perchè è Aldosivi.



Questo per dire quanto appeal pressoché nullo avesse forse pure presso gli stessi Bosteros questa partita di inizio campionato, regolata peraltro con la consueta  regola del massimo risultato col minimo sforzo dai padroni di casa. Il freddo becco somigliava a quell’ummido che solo il Foro Italico sa regalare. Bello il colpo d’occhio ma, essendo catino, ha senso solo se c’è casino. Un freddo senza motivo (di cui abbiamo opportune diapositive).


Caminito di giorno non è la Boca di sera. Giá. Ma prendere il taxi alle cinque se stai a Retiro me pare incongruo. Ecchice, ce la fanno la gran pelle ce semo. Escono da cunicoli improbabili. A multipli di tre. Te filano. Uno ha riso perfino. O aveva una paresi, boh. L’altro aveva tre zigomi e quel ghigno da aguzzino malvissuto, sospeso in bilico sul cornicione dei suoi cinquant’anni, era semplicemente intento a mostrarne più del doppio. Non aveva più di tre denti in bocca. Bruciano carni a profusione e vendono di tutto. I cani sono secchi fracichi. L’edilizia alla fine è la cosa migliore. Sempre dopo la salsetta che guarnisce panini king size. Quella che sai di catrame per giorni, che a Roma nei camion bar  non prenderesti manco morto e qui trovi sublime. 


Lì però il problema è aver scoperto il Sudamerica solo alle soglie dei 45 ma vabbè, quella è un’altra storia. Era l’esordio assoluto in casa di De Rossi, tre ragazzi romani carucci a zonzo per l’Argentina ad omaggiarlo. Lui li vede e fa ciao con la mano: è giá un trionfo carù. Tifo mezzo e mezzo: manco a loro fregava un gran cazzo. E poi dovevano ancora carburare. A La Plata, confronto, 30.000 al seguito e baraonda. L’altra sera. Da salvare quasi quasi solo il cafone con la scialletta dei tempi belli a farsi riconoscere. Che mi è valso svario di network-inquadrature e soprattutto il plauso di Silvietta d El Obrero. Il posto dove esci contaminato dal puzzo di cucina come a Chernobyl, ma mangi da dio e ti senti amico di tutti. Che lì non è un Difetto. 


Dario Bersani

Creado por IDentity Argentina

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