'Derby della Lanterna': da 'Pinella' alla scimietta di Eloi, dal 'Din Don' di Boselli a Sabbatella

"A Genoa conta solo il derby. Se non lo vinci è come rapinare una banca ed accorgersi di aver portato via un valigia piena di stracci". Con queste, adeguatissime, parole Pino Flamigni ha perfettamente descritto il derby della Lanterna, Genoa-Sampdoria.


Domanda ovvia: perchè 'della Lanterna'?


Prende il nome dal faro del porto della città, simbolo di Genova fin dal 1543 quando fu costruito nella sua forma attuale sulla struttura già eretta nel XII secolo.


Con i suoi 77 metri si tratta del 2° faro più alto d’Europa e il 3° faro più antico del mondo fra quelli ancora attivi: la struttura moderna che conosciamo e che è diventata ormai una caratteristica ben definita della città nasce nel 1543, per volontà del doge Andrea Centurione Pietrasanta, a capo della Repubblica genovese dal 1543 al 1545.

La torre fu protagonista anche del conflitto tra Guelfi e Ghibellini, quando venne danneggiata da quest’ultimi che tentarono di far scendere i nemici che vi si erano rifugiati all’interno.



Il derby della Lanterna è una delle partite più sentite e una delle rivalità più accese, nonostante la Sampdoria abbia modificato il proprio nome diverse volte nel corso del tempo (Andrea Doria, Sampierdarenese, Liguria e La Dominante), il derby con il formato attuale si disputa allo stadio Luigi Ferraris dal 3 novembre 1946, quando i doriani vinsero per 3-0 grazie alle marcature di Baldini, Frugali e Fiorini. Tra gli spettatori c'è anche il primo Presidente della Repubblica italiana Enrico De Nicola perché la partita è speciale. Proprio Baldini, detto 'Pinella', è l'autore del primo gol nella storia del derby di Genova con una memorabile conclusione scoccata da 30 metri incastratasi esattamente all'incrocio dei pali e primo blucerchiato ad essere convocato in nazionale. Il bomber argentino del Genoa, Verdeal, va a stringere la mano al suo avversario per manifestargli l'apprezzamento per quel gol splendido.

Leggenda vuol che l'anno seguente lo stesso Verdeal fece innamorare del Genoa un bambino di 7 anni tifoso del grande Torino, di nome Fabrizio De André, che dopo aver visto quel campione sudamericano gettare il cuore oltre l'ostacolo in un palpitante Genoa-Torino 2-3 smette di tifare per il Toro e da quel giorno il suo cuore sarà per sempre rossoblù.

Proprio Giuseppe "Pinella" Baldini con 4 gol segnati nella Samp e 1 nel Genoa risulta essere il miglior cannoniere di sempre nel derby di Genova. La segnatura con i rossoblù è datata 3 dicembre 1950 e a Genova sta venendo giù il diluvio universale, il campo è un'accozzaglia di pozzanghere e fango ma si gioca. Il portiere genoano Gualazzi tiene in partita i suoi con una serie di parate pazzesche ma la alla fine soccombe sotto i gol dei due terzini blucerchiati Arrighini e Gratton. La partita finisce 2-1 per la Samp, e per l'appunto il gol del Genoa lo segna Baldini su rigore che con questa realizzazione diventa l'unico giocatore nella storia del derby ad aver segnato non solo con due, addirittura tre maglie diverse (una con l'Andrea Doria e 4 con la Samp).

Di questa sconfitta vengono accusati, da parte dei tifosi rossoblu, i due svedesi in squadra, Nilsson e Tapper che al loro rientro a Nervi trovano le loro camere sottosopra e visitate dai ladri. Il bottino? 27 pacchetti di sigarette.


Il 22 aprile 1951 si gioca un derby che i tifosi del Genoa non possono dimenticare. È il “derby di Sabbatella”, l'argentino che gela la curva Nord, decide il 3-2, dopo che il Genoa era riuscito a risalire da 0-2 a 2-2, e manda i rossoblù in serie B per la seconda volta nella loro storia


17 Marzo 1957 si gioca il derby di ritorno, in casa gioca il Genoa e questo non sarà un derby come gli altri. Per la prima e unica volta sarà un arbitro straniero a dirigere il match, l'austriaco Mayer, 1-1 con autogol di Farina per il Genoa e gol di Ronzon per la Samp ma la partita fu sospesa. Ad oggi, quella di Farina resta l'ultima autorete blucerchiata in un derby. Il 20 ottobre di quell'anno era in calendario un altro derby ma la partita fu sospesa di nuovo dopo soli tre minuti per impraticabilità del campo e si decise di giocarla venerdì primo novembre. Questa partita passerà alla storia come il derby di "Giulio Cesare".


Julio César Abbadie Gismero, noto proprio come Giulio Cesare Abbadie detto El Pardo per le sue movenze feline, fu il protagonista assoluto della vittoria rossoblù, servendo i tre assist per le tre marcature genoane.




Piccola curiosità: nella storia dei derby anni '50 segnò anche Mario Tortul, il fratello di Evelina Tortul e zio di Fabio Capello.




'I genoani si reputano i tifosi della vera squadra di Genova e deridono i cugini col nomignolo di 'ciclisti', per il design a strisce orizzontali della loro maglia. Ma i doriani non sono da meno e tengono fieramente alla tifoseria più antica d'Italia. In pratica il Genoa è lo stesso dal 1983 (club più antico d'Italia), mentre i doriani più volte nella loro storia si sono presentati sotto insegne diverse: Andrea Doria, Sampierdarenese, Dominante, Liguria e in infine come Sampdoria. (...) I blucerchiati rivendicano il primato del primo gruppo ultras organizzato in Italia, quello degli Ultras Tito Cucchiaroni, intorno al 1969.


Data di nascita rivendicata in realtà anche dagli ultra del Torino. Anche se i genoani ci tengono a ribadire che il Little Club Genoa, primo club di tifosi ad essere organizzato in Italia sia nato addirittura del 1959 ed il primo ad organizzare una trasferta in campionato in quel di Bergamo nel 1961-62. (..)



Il primo gruppo Ultras genoano fu quello della Fossa dei Grifoni, nato nel 1973 in occasione di un Inter-Genoa a San Siro' (da 'Football Fans' di Vincenzo Paliotto).



Il 13 marzo 1977.è un altro derby da cardiopalma, dove l paura la fa da padrona. Al 3′ della ripresa, sull'1-1, Damiani subisce fallo da Arnuzzo, uno dei tre genovesi in campo. Gli altri due si sfidano a undici metri di distanza. Pruzzo tira, Di Vincenzo, che ha iniziato proprio nel Genoa, para. “Una brutta botta – spiega O'Rey di Crocefieschi – Per rifarmi avevo solo un modo: fare gol su azione. Così dall'inferno mi sono ritrovato in paradiso, ma è stata dura perché quando sbagli un rigore nel derby il morale te lo ritrovi davvero sotto i tacchetti delle scarpe. Io non ho mai sentito troppo le partite, ma per il derby era diverso. Se arrivi da fuori, non puoi capire ed entrare in piena sintonia con l'attesa per quella che tutta una città considera la partita dell'anno”. Pruzzo però si fa perdonare. La sua foto mentre salta quanto nessuno può più saperlo diventa un'immagine cult, una cartolina. Scrive Vladimiro Caminiti su Tuttosport, “non è soltanto Pruzzo e Damiani, è anche una grande folla che gli soffia nel cuore”.


Nel 1982 ai tifosi della Doria non riuscì l’idea di fare alzare in cielo un bandierone blucerchiato, omaggio per il primo derby di Trevor Francis, attaccante blucerchiato dal 1982 al 1986. Per motivi non meglio precisati la Polizia non diede il via libera e l’iniziativa sfumò.


Nel 1983 il Genoa acquistò un attaccante brasiliano, di nome Eloi, che in rossoblu non fece bene raccogliendo solo 34 presenze in due con zero reti. Eloi, in campo, aveva secondo i doriani le movenze di una scimmietta e così i tifosi della Samp andarono a prendere una scimmia, la vestirono con la maglia rossoblu e la fecero entrare in campo.



Nel 1990/1991, anno dello scudetto della Samp, arriva una delle gioie più belle per il Genoa: la vittoria firmata da Branco su punizione. Lo specialista brasiliano al '74 tira una delle sue bombe su tocco corto da calcio fermo del Pato Aguilera con le famose "tre dedos", di sinistro imprendibile per un Pagliuca che nonostante il volo non può far nulla su quel pallone che si insacca all'incrocio.

Gli anni '90 è l'età dell'oro per la Genova calcistica. I presidenti Paolo Mantovani e Aldo Spinelli costruiscono squadre di alto livello (altissimo per quanto riguarda la Samp che arriva a vincere in Europa sfiorando anche la Coppa dei Campioni). Vialli, Mancini, Cerezo, Viercowod, Branco, Aguilera, Eranio sono soloalcuni dei nomi più importanti che hanno fatto grandi i due club.

Il Pato Aguilera nel dicembre 1994 non è più tra le fila del Grifone. In attacco così il partner d'attacco di Skuhravy è il primo giapponese a sbarcare in Italia Kazu Miura, fino a quel momento autore di una stagione incolore senza gol all'attivo. Ma al 13' della prima frazione, su un lancio di Manicone, corretto di testa proprio da Skuhravy, il giapponese si invola verso la porta avversaria e batte Walter Zenga. Neanche a dirlo Kazu non segnerà altri gol in maglia rossoblù e, perdippiù alla fine il derby vincerà la Sampdoria (3-2). Per inciso

Miura, classe '67, gioca ancora nella B giapponese (Yokohama FC) alla tenera età di 52 anni: record mondiale!


Il Genoa non vince il derby fra le mura di casa e in Serie A dalla stagione 2010/2011 con il gol di Mauro Boselli che condannò la Sampdoria ormai retrocessa. Anche l'argentino è uno degli eroi per caso, che come spesso capita, salgono agli onori della cronaca solo in una occasione, ma nettamente la più importante.

E' il 96', ultimo giro di lancette, il Genoa arranca, la Samp pressa, ma i rossoblù hanno un sussulto. Palla dentro l'area catturata dal '9' che si gira su sè stesso e con una zampata insacca nell'angolo più lontano. Tripudio dei genoani. I doriani all'inferno. Epico un coro coniato, prima del match, dopo che alle 15 il Lecce (avversario salvezza della Doria) aveva vinto all'89' con un gol di Chevanton: " Din don din don intervengo qui da Lecce ha segnato CHEVANTON "



Domani sarà un'altra partita nella partita con due squadre inguaiate (e non poco) con una classifica deficitaria e 90' per rialzarsi e dare il colpo di grazia all'odiato avversario di sempre. Tanto per avere un'idea di come Ranieri e Thiago Motta arrivino con i patemi d'animo al derby queste un paio di fredde statistiche. Il Genoa non vince in campionato da 6 gare consecutive (3 pareggi e 3 sconfitte), mentre la Sampdoria ha perso 6 delle ultime 7 partite giocate in trasferta in questo campionato.


Con ESTOESFUTBOL.IT saremo lì a documentare tutto quello che circonda questa fantastica contesa. Dentro e fuori dal campo. Viva el futbol!

Creado por IDentity Argentina

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