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27.7.19 E Superliga fu: Che magia! San Lorenzo-Godoy Cruz 2-1

Inizia la Superliga. E non ci poteva essere inizio migliore: el Nuevo Gazometro è pura poesia!


Tomamos vino puro de damajuana y nos fumamos toda la marihuana… Ooh San Lorenzo, ooh San Lorenzo”: è questa la colonna sonora che ci accoglie quando scendiamo dal bondi numero 101, uno scassatissimo autobus sicuramente non a norme ecologiche visto il fumo nero che produce a ogni accelerata su Calle Perito Moreno. L’odore della nafta è superato in intensità soltanto da quello del vino in cartone, della coca cola mischiata al Fernet Branca, della parrillas dove senti sfrigolare chorizo, pati e bondiolas. Il profumo è buonissimo, invitante. Guardo il mio compagno d’avventure Matteo e azzardo: "Li proviamo?". Lui, decisamente più saggio, mi risponde dopo un attimo d’esitazione: "Saranno anche i choripan più buoni del mondo, ma hai visto dove li vendono?".




Non ha tutti i torti, il Direttore: la caratteristica dell’Estadio Pedro Bidegain, anche conosciuto come Nuevo Gasometro, la cancha del Club Atlético San Lorenzo de Almagro, il club di Papa Bergoglio, è che si trova esattamente di fronte alla Villa Miseria, la favela più pericolosa di Buenos Aires, la 1/11/14.



Andare a mangiarsi un choripan là in mezzo, con il pallore tipico europeo e la tonada tana, l’accento italiano, che ci contraddistinguono, potrebbe rivelarsi una scelta non proprio azzeccatissima. E’ il giorno del debute, dell’esordio in campionato del Ciclòn con il Godoy Cruz di Mendoza e se il Nuevo Gasometro è vestito a festa di azzurro e di granata, la 1/11/14 resta spettrale anche nei giorni di fùtbol.




Grazie all’aiuto di due amici, Colo e Mencho, autentiche istituzioni nel tifo azulgrana, entriamo allo stadio sotto un sole bellissimo: lo stupore di Matteo per le dimensioni della popular è evidente, difficile da celare. Una muraglia umana impressionante. Lo stupore mi accomuna al Direttore quando due dirigenti del Cuervo, gentilissimi, ci propongono di farci visitare il museo del club, incastonato nella tribuna: è piccolo, ma l’amore con cui sono custodite reliquie di cent’anni e più e gli occhi che si riempiono di lacrime quando ci viene mostrata la Copa Libertadores vinta nel 2014 contro il Nacional ci fanno capire quanto amore riscuota questo club.






Prima di accomodarci in tribuna non possiamo sottrarci a una foto tra il trofeo e la statua in legno di papa Bergoglio (rigorosamente con sciarpa azulgrana). Che dire poi del gustosissimo siparietto pre gara? Nel corridoio a fianco ai parcheggi Vip che nel dopo partita si trasformerà in mixed zone dove i protagonisti del match si sottoporranno alle interviste dei media, ci sono gli arbitri che si riscaldano. A un tratto la genialità che ci lascia completamente di stucco: Mencho, da alcuni minuti impegnato in una conversazione al cellulare, chiama a sé Andrés Merlo, il direttore di gara, e gli passa il cellulare. Dall’altro capo della comunicazione c’è Maria Soledad, figlia dell’arbitro ed ex giocatrice del San Lorenzo femminile. "Chiacchierano amabilmente di come vanno le cose a casa a 20 minuti dal fischio d’inizio - esclama il Direttore -". "Matteito, presto capirai: ci sono cose al mondo che succedono solo qui, a Buenos Aires - gli rispondo sogghignando -".





Ci godiamo il primo tempo seduti in platea, con i padroni di casa che vincono agilmente 1-0 contro i mendocini. Le sorprese, però, non sono finite: nell’intervallo veniamo portati nella popular, proprio sotto ai trapos della Gloriosa Butteler, la barra brava del San Lorenzo, quella che i tifosi, gli appassionati e gli ultras di mezzo mondo prendono a esempio per la varietà delle canzoni, che spopolano su youtube.




La partita è appassionante, con il Godoy Cruz che rimonta e viene nuovamente sorpassato nel finale grazie a un rigore molto dubbio che regala il successo al Cuervo. La Gloriosa Butteler canta di gioia: noi usciamo dallo stadio, la festa non è però finita. Continuerà quasi fino al ritorno a casa, dall’altra punta della città, sul bondi numero 101, tra odore di vino in cartone e la cumbia azulgrana: “Tomamos vino puro de damajuana y nos fumamos toda la marihuana… Ooh San Lorenzo, ooh San Lorenzo




r.col.


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