"Guidavo la difesa. Ora un Uber". La storia di Juan Manuel Trejo

<La mia storia è comune a tanti bimbi: volevo giocare a pallone, sognavo di farne un lavoro. All’Independiente Avellaneda ho realizzato questo sogno: ho passato momenti esaltanti e altri meno. Poi ho sofferto per un grave infortunio quando ero in prestito al Quilmes e questo mi ha lasciato ai margini del fùtbol>. Il tucumano Juan Manuel Trejo, ex promessa del Rojo, si è reinventato la vita a 27 anni.



<Il mio passato nell’Independiente non mi ha facilitato: pensavo che il mio curriculum mi avrebbe aiutato a trovare un club, invece niente, nada. Il calcio, la mia entrata economica principale, d’un tratto non c’era più. Puf. sparito. Ho aspettato 6 mesi sperando, confidando in una persona che mi aveva promesso un contratto all’estero. Si rivelò un buco nell’acqua. Come se non bastasse morì pure mio padre. Passai momenti difficili durante la sua malattia: non volevo fargli mancare nulla, volevo vivesse i suoi ultimi giorni sereno, tranquillo. Economicamente, dopo tutto questo, non navigavo nell’oro… Che fare? L’idea di fare l’autista di Uber mi ronzava nella testa da un po. Però non trovavo il coraggio di iniziare. E’ un lavoro, è un modo onesto di pagare le bollette. Molti mi hanno preso in giro sui social senza sapere la mia storia. Io tento di non dare peso ai commenti di chi mi disprezza e ringrazio invece quelli che mi sostengono e capiscono che, se fossi stato educato diversamente, se non avessi la cultura del lavoro, mi sarei messo a rubare, a spacciare, a fare altre cazzate. Intendiamoci: non ho nulla da rimproverare al Rojo, mi hanno sempre fatto sentire a casa: tutti, dal magazziniere al presidente. Mi hanno permesso di farmi un nome, di diventare un calciatore. L’Independiente sarà per sempre nel mio cuore e non scorderò mai il primo gol in Superliga davanti a tutta la mia famiglia>.



<Se è peggio stare chiuso in ritiro prima delle partite o in auto nel traffico di Buenos Aires? A me i ritiri piacevano, li vivevo bene. Il traffico della Capital, invece mi manda in tilt: non puoi distrarti un secondo. Sì, a calcio gioco ancora, anche se non in Superliga. Mi hanno chiamato pochi mesi fa nel Talleres di Remedios de Escalada, qui in Provincia di Buenos Aires. E’ un club piccolo, giochiamo in Primera B>.



Club piccolo, sì. Ma grande, anzi enorme è la passione per il fùtbol di Juan Manuel Trejo, difensore, uberista e persona tutta d’un pezzo.


Roberto Colombo

@robytoro75

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