'La casa de D10S': tutta la magia del nido di Maradona a La Paternal



Questa volta la meta non è uno stadio. Non c'è da andare a vedere una partita. Non siamo in mezzo a folle o a tifosi scatenati. Oggi la destinazione è verso un posto magico: siamo ospiti della 'casa de D10S' a La Paternal. Quartiere tranquillo, lontano dalla frenesia del centro e delle zone ormai al collasso della Gran Federal, proprio dietro lo stadio dell'Argentinos Jr. Per l'esattezza Lascano 2257, tra Gavilán e Bernardo de León, . qui è dove Diego Armando Maradona ha vissuto dal 1978 al 1980, periodo in cui ha militato con i Bichos: fu proprio il club della zona a regalare al 18enne Diez questo appartamento.





La casa-museo emana magia. Già dalla targa posta fuori: "Diego Armando Maradona ha vissuto in questa casa" Entriamo nello stretto corridoio iniziale già estasiati alla vista dei primi cimeli e della statua che raffigura Maradona all'entrata. Scopo degli allestitori e di chi ne gestisce il museo è stato quello di lasciare tutto intatto, esattamente come era all'epoca. Potete ritrovare il giradischi con i vinili ascoltati dal '10' o la lambretta che lo stesso utilizzava in quel periodo, fino a due bottiglie dell'epoca sopra al tavolo della cucina.





E' un microcosmo che ti fa entrare a contatto con quello che è stato il calciatore più famoso di tutti i tempi, in un periodo intermedio tra l'essere nessuno e essere El Pibe de Oro.


Tutto è rimasto come allora. Come ci tiene a precisare Cesar Perez, guida e responsabile del posto: "Il nostro intento era di mantenere tutto come allora. Solo così tifosi, aficionados, amanti di Maradona di tutto il mondo possono respirare l'atmosfera di allora. Anche le mattonelle sono le stesse del 1980".

Cesar è il figlio di Alberto Miguel Perez, segretario e avvocato che fece firmare al giovane fenomeno il suo primo contratto da professionista. Cesar apre le porte (su appuntamento) da due anni al pubblico: chiunque avesse il desiderio di immergersi in un pezzo di storia può farlo. La casa ospita circa 250 visitatori al mese.




La struttura della casa è quella classica di allora. un ingresso che porta ad una living-room di media grandezza, una cucina con tavolo per mangiare e poi un cortile al coperto con scala laterale per accedere alla zona notte. Qui oltre alla stanzetta da letto da single del giovane Diego, c'è il bagno esterno e quello che ci tiene a raccontarci Cesar è che: "quando Maradona doveva andare in bagno non passava per la porta della sua stanza, ma per la finestrella, da cui poteva uscire solo dopo un balzo atletico che solo grazie alla sua elasticità riusciva a compiere". Praticamente si teneva in allenamento anche tra le quattro mura domestiche.




Accanto al bagno c'è la stanza più carica di emozioni e mistica del museo. 'El Sanctuario', dove ci sono decine e decine di foto, ricordi e cimeli del Diez. C'è anche il primo contratto della casa. Nota di Cesar: "Diego era un minore quando tutto era firmato, quindi il nome che appare del padre. La consegna della proprietà fu fatta il 7 novembre 1978", e aggiunge "questa casa è importante per il quartiere. Maradona è strettamente legata a ciò che è La Paternal, al punto che le sorelle di Diego (Ana e Kity) continuano a vivere nella zona"




Chiude il tutto la grande terrazza, munita ovviamente di parrilla per l'asado, decorata mirabilmente da Mariano Antedomenico con un murale da brividi che raffigura il capoccione sorridente del Pibe de Oro.



La visita si conclude con le parole di César Pérez Dursi: "gli oltre 2.500 oggetti collegati a Diego, che non abbiamo ancora usato, ci aiuteranno a continuare a tenere in vita e ad aggiornare la sua storia". E di questo non abbiamo dubbi..




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