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La Previa: il miglior 'Pre' che il Futbol possa offrire

Lapreviadirala”. Quando i miei amigazzi argentani Tito y Mateito pronunciarono per la prima volta in mia presenza questa parola sembrava uno scioglilingua. Los dos desubicados la davano per scontata, avendola vista e vissuta. Erano i primi giorni di agosto. E non capivo. E più non capivo e più non chiedevo. Peró ascoltavo e immaginavo. E capivo che potesse trattarsi di qualcosa di molto diverso, con l’umiltá dissimulata di chi aspetta il suo turno. “La Previa”. Quella di Irala ma di altri barrios di diverse cittá argentine, ovviamente.

Qui quella che ha preceduto il derby del Barrio Huracan-San Lorenzo



E c’è poco di più inutile del parlare di questi eventi negli eventi senza averne mai avuto contezza. Poi sono arrivato io. E l’ho scoperta. Tardi, ma l’ho scoperta. Per scrivere di questo evento ho pensato ad un sinonimo, più che alla traduzione. Un qualcosa che precede, come se non bastasse il durante e, spesso, anche il dopo. Un “pre”, il miglior “pre” che non ha confronti nè paragoni, almeno nell’Europa calcistica. Soprattutto quando il Boca gioca. Soprattutto quando il Boca gioca e la Libertadores nos enfoca. La Previa introduce. La Previa si svolge, la Previa si vive. La Previa riunisce. La Previa scalda, la Previa aggrega. A massimo duecento metri dalla cancha, una liturgia laica.



Una turbina emotiva con le sembianze della rituale appartenenza. Muertos de hambre y caras de asasinos, incidentalmente mescolati turisti sorpresi, semplici curiosi e persone che possono permettersi un Fernet e Coca a un euro (mas o menos) ma non l’entrada per vedere la partita allo stadio. Afrori di piantagioni oppiacee e frattaglie di bondiolas che obnubilano il cerebro. Tutto insieme tutti iniseme.



La Previa è tamburi e trombe, sguaiati balli e ruffiani cori. È condivisione. La Previa è un viaggio, pure se sei astemio e hai fumato solo le sigarette di cioccolata di quando eravamo piccoli. Tra carcasse di macchine e ragazzini affacciati su baracche rialzate prive di tetto, faló e bandiere, bancarelle e fumogeni. La Previa è una palla di gente. È adunata. Sediziosa ni, favolosa sicuro.



La Previa prima della semifinale di Libertadores, una settimana fa, è tra le cinque cose più divertenti che abbia fatto in 45 anni di vita. Ero un bostero come loro pur avendo poco a che fare con loro. C’era gente che piangeva e intonava con noi “a mi no me interesa en que cancha juges”.

Un contagio necessario. Grazie a quei meravigliosi, scalmanati sconosciuti. Per due ore i miei migliori amici.



Vi lascio con la considerazione finale, ad uso e consumo di chi vorrà smentire. Ojalá. Non è una massima, è Descrizione.


L’Argentina è l’ultimo domicilio conosciuto del Pallone com’era, con annessi e connessi”.

Se ve la rivendete famo i conti.

Nos vemos.


Dario Bersani

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