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Una vita da magazziniere: la storia di Marito Benetti

<Nos vemos en mi casa, tanito hago la pizza. Y venìte con el otro tano eh!>. <Ci vediamo a casa mia, faccio la pizza. Vedi di venire con l’altro italiano, mi raccomando!>. Un vocale su whatsapp. Secco. Tre secondi netti. Un messaggio che preannuncia abbuffate. Di pizza e di aneddoti di 28 anni di fùtbol, di 28 anni di passione in giro per il mondo dietro a un amore a forma di pallone. La miglior pizza casera di tutta LatinoAmérica, i migliori racconti sul mondo che amiamo: il tutto condito da un calore umano e da un affetto, per chi scrive, che sono davvero impagabili.



Ladies and gentlemen, señoras y señores ecco a voi Marito Benetti, di professione utilero, magazziniere della prima squadra del Boca Juniors. Il sole tramonta sulla Provincia di Buenos Aires e la cucina di casa Benetti è affollatissima: sono le 20, in Italia sarebbe l’ora dell’aperitivo mentre a Villa Luzuriaga siamo ancora alla pastafrola con membrillo, in pratica crostata di mele cotogne (rigorosamente fatta in casa) assieme al mate. Vengono fatte le presentazioni di rito alla famiglia e agli amici più cari. Tra di loro c’è Charlie, di professione utilero, anche lui magazziniere ma nell’Almirante Brown.


 Dalla pastafrola alla picadita è questione di un secondo, lo stesso che serve al padrone di casa a stappare un Rutini di qualità eccelsa, così come di altissimo livello sono le pizze. <Un buen utilero debe ser un excelente cocinero>, un buon magazziniere deve essere un crack anche davanti ai fornelli. Tra una pizza alla rucula, una con jamon y morron o sia prosciutto cotto e peperoni, Marito ci regala un altro prezioso consiglio. Il succo? Bisogna aiutare gli altri, essere sempre disponibili perché non sai cosa ti riserva la vita. Fai del bene e ti tornerà indietro. E’ l’essenza per vivere bene: sii buena onda perché gli altri lo siano con te. E di buena onda, attorno a questa tavola ce n’è moltissima. Riscalda il cuore degli altri e loro te lo riscalderanno. A noi di Esto Es Futbol è andata proprio così. E prima del caffè e degli abbracci finali c’è ancora il tempo per un colpo di scena, per un coup de theatre da applausi: devo tutto al calcio. Tutto. Anche la nostra linda amistad, la nostra bella amicizia, ci rivela. E mentre lo dice rovista in un armadio. E tira fuori una teca. Di vetro. Dentro c’è un paio di scarpe. Puma Borussia. Nere con baffo bianco. Sul baffo bianco c’è una scritta, in pennarello. Maradona DIEGO (10). Il resto è poesia.



Chi vi scrive riacquisterà contatto con la realtà qualche mezz’ora dopo, in taxi, tornando verso Capital. Gracias por tanto, Marito Querido. Grazie per aprirci la tua casa e il tuo cuore, Marito Benetti.


Roberto Colombo

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